Archeologia presente e futura
La ceramica contemporanea
Immaginate di essere davanti a uno scavo archeologico ricco di reperti capaci di evocare mondi lontani, con quel fascino misterioso che lascia il cuore sospeso e la mente a riflettere. Le opere d’arte di Antonio Taschini si collocano perfettamente in questo scenario. Ne abbiamo parlato intervistando l’artista sulla panchina di Terrarium per esplorare il processo creativo del suo lavoro intenso e raffinato.
Un viaggio tra passato e presente
Figlio di un architetto e nipote di un’archeologa, Taschini ha respirato fin da bambino un’atmosfera di forme antiche e rimandi classici. Nel suo lavoro convivono due mondi, come lui stesso precisa sul proprio sito: la geometria, legata a forme architettoniche destrutturate, e la figurazione archetipica che racconta cicli di vita e archeologia del futuro.
Inserisco simboli contemporanei come barcode e QR code nelle mie sculture.
Simboli contemporanei in chiave antica
Le sue sculture sono costellazioni di frammenti, dove codici a barre, QR code e loghi si intrecciano a immagini classiche. “L’intero dà troppe risposte, i frammenti creano interrogativi,” ci spiega Taschini, che vuole aprire spazi di riflessione nello spettatore.
Il fascino del passato, dal mondo romano ai nuragici, si perde nelle nebbie del tempo trasformandosi in qualcosa di indefinito e sospeso. Le opere di Taschini diventano armature dell’anima, simboli di forza, identità e fragilità umane.
Una contro-utopia dal sapore antico
Accogliere Taschini e riflettere sulla sua contro-utopia è stata per noi un’esperienza intensa e stimolante. Un’occasione per mostrare come l’arte possa trasformare il passato da semplice nostalgia in una risorsa preziosa per creare nuove visioni e direzioni di senso.
Se vi interessa questo approccio, fatecelo sapere! Siamo curiosi di conoscere le vostre opinioni e domande su questo percorso creativo.





