A Villa Cernigliaro arriva Il Poefono, un’opera di Tommaso Correale Santacroce, curato da Enrica Benedetto, che trasforma un telefono in un dispositivo poetico e relazionale, capace di mettere in dialogo voce, ascolto e combinazione algoritmica.
L’esposizione, dal 18 aprile al 31 maggio 2026, invita il pubblico a compiere un gesto semplice e insieme insolito: scegliere un numero, alzare la cornetta e lasciarsi restituire un poema.
Terrarium come promotore del Poefono
L’iniziativa nasce in collaborazione con Terrarium – Arte in crescita, promotore del progetto, e si inserisce nel suo lavoro di sostegno a pratiche artistiche in comunione con la natura, con l’allestimento dei Poefoni nel parco di Villa Cernigliaro in occasione dell’apertura del 18 aprile. Terrarium, parte attiva del movimento artistico internazionale di MA/DONNE, ha scelto Enrica Benedetto come curatrice del progetto che rende itinerante il Poefono, arrivando anche a ospitarlo all’interno dei propri spazi.
Come funziona l’opera
Il Poefono contiene 100 poesie scritte nell’arco di due anni, organizzate in modo che la sequenza del numero composto generi ogni volta un poema differente. Il dispositivo consente anche di scegliere una voce femminile o maschile e di intervenire con la propria voce, che viene letta attraverso criteri psicolinguistici e sociolinguistici per attivare una risposta poetica in sintonia con l’ascoltatore.
Un invito all’ascolto
Il Poefono si presenta così come un’esperienza che coinvolge il pubblico in prima persona e lo invita a scegliere, proiettare, ascoltare. A Villa Cernigliaro l’opera diventa un’occasione per riflettere sul rapporto tra tecnologia e umanità, tra casualità e desiderio, tra parola scritta e voce restituita.











